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Transport & Environment: lanciato report su investimenti di industria e governi sull’elettrico

— Thursday, 28 May 2020

Il mercato dei veicoli elettrici, rispetto a qualche anno fa, è sicuramente aumentato e nei primi mesi del 2020 il numero di vendite di auto elettriche è stato senza precedenti: il 7% delle vendite totali, nel primo trimestre. L’Europa, difatti, sta puntando più di prima sull’elettrico e nel 2019 l’industria e i governi dell’Unione hanno stanziato 60 mld di euro per la produzione di veicoli elettrici e batterie in Europa.

Numeri che provengono dal report “Can electric cars bit the Covid crunch?” lanciato da Transport & Environment (T&E, il principale gruppo di associazioni non governative in Europa che si batte per la mobilità sostenibile), che quantifica gli investimenti di industria automotive e governi su auto elettrica in Ue ed evidenzia il recente impegno economico di Fca nel settore.

L’investimento dell’Europa sull’elettrico è una somma 19 volte più grande rispetto ai soli 3,2 miliardi di euro garantiti in Europa 2 anni fa, quando le case automobilistiche europee investivano in Cina. Un traguardo possibile grazie alla spinta regolatoria degli obiettivi Ue, relativi alle emissioni di CO2 delle auto nuove entrati in vigore quest’anno (il target Ue dei 95gr/km), che ha di fatto obbligato l’industria a investire nella mobilità elettrica in Europa

L’industria e i governi, dunque, si sono impegnati 3,5 volte in più nella produzione di veicoli elettrici e batterie in Europa rispetto a quelli in Cina, mentre il Vecchio continente è sulla buona strada per riprendersi la leadership globale dell’industria automotive.

Ogni tipo di aiuto post-covid, difatti, deve capitalizzare su questi investimenti e il successo nel mercato dell’auto elettrica è oggi la politica industriale dell’Europa e i decisori politici devono fare la loro parte, condizionando i piani di salvataggio al sostegno di una ripresa verde che dia la priorità alla produzione di veicoli del futuro come richiesto dal Green Deal europeo.

Nella classifica dei Paesi europei beneficiari degli investimenti sull’elettrico, ai primi 2 posti si trovano Germania e Repubblica Ceca, che hanno potuto contare sugli investimenti enormi di Wolkswagen, che ormai da tempo ha deciso di buttarsi sul mercato delle vetture elettriche (per il 2029 rilascerà sul mercato 75 nuovi modelli).

L’Italia, invece, è al terzo posto per l’investimento di Fca di 1,7 mld di euro nelle fabbriche per la produzione di veicoli ibridi plug-in e veicoli elettrici, come la nuova versione della Fiat 500e per cui l’azienda ha chiesto un prestito a tasso agevolato di 6,3 miliardi di euro, garantito dallo Stato. Un aiuto statale, secondo T&E, che deve essere vincolato ad una ‘green and just transition’ dell’industria italiana dell’automobile.

Per Transport & Environment, difatti, qualsiasi finanziamento o garanzia pubblica richiesta da Fca deve essere vincolato alla creazione di un’industria automobilistica lungimirante, il che significa supportare la produzione di auto elettriche e veicoli a zero emissioni in Italia, creando contemporaneamente posti di lavoro verdi in casa.

Secondo T&E e Kyoto Club, pertanto, Fca dovrebbe impegnarsi a incrementare la produzione in Italia di auto elettriche e modelli a zero emissioni prevista per il 2023, per ottenere il supporto del governo nella creazione di una gigafactory italiana per la produzione di celle di batterie e destinare, così, il budget Ricerca e Sviluppo alla catena di valore dei veicoli elettrici.