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“Pendolaria”: il rapporto di Legambiente sulle linee ferroviarie italiane

— Wednesday, 12 December 2018

Anche quest’anno, la Roma-Lido, è stata considerata la peggiore ferrovia italiana. Ad affermarlo il rapporto “Pendolaria”, curato da Legambiente, che ha mantenuto sul secondo gradino del podio anche la Circumvesuviana. Al terzo posto la Reggio Calabria-Taranto.

Il peggioramento, tuttavia, sembra caratterizzare un po’ tutto il territorio nazionale: tra il 2010 e il 2018, ad esempio, in Molise sarebbero stati tagliati il 33,2% dei treni; il 15,9% in Calabria, il 15,1% in Campania, il 6,9% in Basilicata e il 5,6% in Sicilia.

La Liguria, bensì, ha il record per l’aumento del costo dei biglietti del 49%, cui seguono Campania e Piemonte con aumenti rispettivi del 48,4% e del 47,3%.

Le 10 linee peggiori d’Italia

Roma-Lido, Circumvesuviana, Reggio Calabria-Taranto, Verona-Rovigo, Brescia-Casalmaggiore-Parma, Agrigento-Palermo, Settimo Torinese-Pont Canavese, Campobasso-Roma, Genova-Savona-Ventimiglia e Bari-Corato-Barletta.

L’età media nazionale dei convogli, con l’immissione di nuovi convogli da parte di Trenitalia, si attesta sui 15,4 anni, contro i 16,8 anni dell’anno scorso e i 18,6 di 3 anni fa; ma con un miglioramento avvenuto soprattutto al Nord e al Centro, dove è diminuita l’età media e il numero di treni con più di 15 anni di età per l’immissione di nuovi convogli (come nel Lazio, in Veneto, Lombardia, Toscana ed in Emilia-Romagna) e di dismissione di quelli più vecchi.

In Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna si vedranno miglioramenti nei prossimi anni grazie agli investimenti programmati nei Contratti di Servizio con Trenitalia, mentre nel Lazio divarica la differenza tra le linee gestite da Trenitalia (con il rinnovo del parco circolante) e quelle gestite da ATAC dove i treni sono sempre più vecchi.