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“MobilitAria 2019”: presentato l’ultimo rapporto di Kioto Club e CNR-IIA sulla mobilità e la qualità dell’aria delle 14 principali città italiane

— Monday, 07 October 2019

Durante il “That’s Mobility”, è stato presentato “Mobilitaria 2019” lo studio curato dal Gruppo “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club  e da CNR-IIA, coadiuvati da OPMUS e ISFORT.

La relazione, nel dettaglio, offre una panoramica sulle politiche di mobilità e sui dati relativi alla qualità dell’aria delle 14 principali città e aree metropolitane d’Italia (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia).

Componente importante, la ripartizione modale dei trasporti (Modal Split): ossia un indicatore che consente di determinare con immediatezza i comportamenti di mobilità dei cittadini.

Il confronto tra città italiane ed europee, ad esempio, propone profili differenziati: in UE emerge un maggior utilizzo di forme di trasporto sostenibili (TPL e mobilità ciclabile) e una quantità di veicoli per 1000 abitanti inferiore rispetto alle realtà metropolitane italiane.

Parigi può contare su un livello di TPL pari al 68%, mentre Milano solo il 38%; oppure a Copenhagen il 30% degli spostamenti avviene in bicicletta  e a Firenze solo il 6%.

Il gap più grande, però, è stato riscontrato osservando il tasso di motorizzazione: la media europea si attesta intorno a 350 veicoli per 1000 abitanti, invece in Italia si aggira su 550 veicoli per 1000 abitanti.

Per quanto riguarda la qualità dell’aria, invece, sono stati considerati gli inquinanti particolato (PM10 e PM2,5) e biossido di azoto (NO2) e, fra tutte le aree urbane analizzate (in Italia ed Europa), soltanto Torino registra concentrazioni maggiori al limite annuale per PM10.

Gli sforamenti giornalieri dei livelli previsti sono però diffusi: Parigi, Praga e Budapest si uniscono a Torino, Cagliari, Milano e Venezia nella black list per gli eccessi di particolato; tant’è che le città italiane appena citate presentano valori irregolari per circa un terzo dell’anno (esattamente il doppio rispetto a quelle europee).

Leggermente migliori, tuttavia, i dati sul biossido di azoto, il cui superamento di limite medio è di una decina di giorni annuo. Anche in questa classifica compaiono Torino, Milano e Parigi,  che necessitano di profondi cambiamenti nei trasporti per ridurre l’inquinamento atmosferico.

Nell’ultima parte del report, Kyoto club e CNR-IIA, hanno lanciato diverse proposte per migliorare la qualità dell’aria e la mobilità sostenibile: l’aumento del numero di centraline per controllare meglio la qualità dell’aria, l’approvazione di un nuovo codice della strada, delle linee guida per i Piani regionali sulla Qualità dell’Aria e il monitoraggio dei PUMS che tutte le città metropolitane devono approvare a breve.

Sono stati definiti, poi, dei target precisi al 2025 per l’aumento del trasporto collettivo, della mobilità pedonale e ciclistica e della sharing mobility, contestuale alla riduzione dell’uso dell’auto privata.

Per i veicoli elettrici, poi, è stato proposto che dopo il 2030, nel nostro Paese, non vengano più venduti veicoli “fossili”, ma bensì elettrici sia per auto, sia per moto e trasporto pubblico.