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La mobilità elettrica cresce ancora, ma il diesel resta la scelta di molti

— Thursday, 16 July 2020

La pandemia ha scosso (forse irreversibilmente) molti aspetti della quotidianità di ogni cittadino, e tra di essi il mondo della mobilità e dei trasporti non è stato un’eccezione. Se qui molti cambiamenti avevano già cominciato a prendere piede, infatti, adesso sembra che anche grazie all’esplosione dei numerosi metodi di mobilità alternativa l’equilibrio che vigeva fino a pochi anni fa sembra essersi completamente stravolto. E questo scenario, se è evidente in Italia, assume ancora più sfaccettature quando si affronta da un punto di vista internazionale, con alcuni paesi che mostrano i segni di un cambiamento definitivo e forse definitivo in questo frangente. Ma questi cambiamenti positivi sono destinati ad essere un input che coinvolgerà tutti i paesi uno dopo l’altro? Questo ancora non è certo.

Per quanto riguarda il caso specifico italiano, la situazione è piuttosto complessa: il virus ha gravato fortemente sull’economia del paese, ma in quest’ottica si dovrebbe guardare alla mobilità non come ad un’ulteriore spesa, ma come un punto di inizio per creare un circolo virtuoso di ripartenza. E uno dei principali punti in questo discorso è da trovare proprio nell’elettrico: un tipo di mobilità che sta fornendo sempre più mezzi alternativi alle vetture tradizionali, ma che sta diventano uno degli obiettivi di punta anche per le più grandi case automobilistiche. Questo è un discorso da affrontare in tempi ristretti, quindi, che potrebbe dare un forte contributo a questa rivoluzione snellendo il più possibile i discorsi di messa a punto urbana e ponendosi invece obiettivi concreti e a breve termine, tenendo conto delle dinamiche interne di ogni diverso Paese.

Però, chiaramente, se le priorità dei Paesi sono molto diverse fra loro, quelle dei singoli cittadini lo sono ancora di più: se alcuni consumatori preferiscono rivolgersi a veicoli ecologici che manterranno il loro valore nel tempo, le scelte permesse dal mercato sono ancora tantissime: si va dalle mild hybrid alle elettriche pure, ma ci sono anche le full hybrid e le plug-in. Senza dimenticare le Euro 6, benzina, diesel, a metano o Gpl.

L’Italia però, in questo, è ancora indietro, con un elevatissimo numero di auto ”anziane”: si calcola infatti che vi siano addirittura 13 milioni di auto attualmente circolanti per le strade italiane che hanno addirittura due o più decenni alle spalle. Per il nostro Paese non si può fare, infatti, lo stesso discorso di Norvegia, Olanda o anche della Germania, che tendono a fare incentivi solo per le auto elettriche di ultima generazione: le vetture che possono andare a zero emissioni, qui, sono appena l’1%, e si rischia di dare il bonus a chi non ne ha bisogno veramente, mantenendo allo stesso tempo le auto vecchie in circolazione. Per un miglioramento tangibile, invece, si dovrebbero forse togliere dalle strade ijvece, prima di tutto, i milioni di vetture più anziane e inquinanti.

Attualmente, però, forse l’unica maniera per farlo sembra essere attraverso una sostituzione di queste con dei semplici Euro 6 che, anche se non esattamente “green”, inquinano comunque decine di volte in meno. Anche perché, come detto prima, nonostante le vetture elettriche siano ormai una realtà assolutamente concreta, in Italia mancano ancora le infrastrutture per utilizzarle in maniera diffusa, in primis per quanto concerne i punti di ricarica: si punta quindi a erogare degli incentivi per delle vetture che, materialmente, è arduo utilizzare in sostituzione delle auto di adesso. Ecco quindi che, almeno in Italia, probabilmente ci sarà ancora una sopravvivenza abbastanza lunga del diesel, nonostante alcune città lo stiano cercando di abolire del tutto.

Lo scenario presente e soprattutto futuro è ancora piuttosto confuso e nebuloso, con un percorso dissestato che però vede davanti a sé un unico obiettivo ben chiaro: quello di arrivare, presto o tardi, ad un’elettrificazione pressoché totale delle vetture circolanti. Resta da chiedersi, almeno per l’Italia, entro quanti anni e come questo traguardo verrà finalmente raggiunto, sperando che la realtà dei fatti sia meno complessa di quello che sembra essere attualmente.