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Il nuovo Ministro dei Trasporti Giovannini e la sua sfida allo sviluppo sostenibile

— Tuesday, 16 February 2021

Il premier incaricato Mario Draghi è pronto a chiedere la prima fiducia al Parlamento e ha già annunciato la nuova squadra di Governo. Una delle novità riguarda il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, affidato ad Enrico Giovannini. Nato a Roma nel 1957, Giovannini vanta una precedente esperienza di Governo (tra l’aprile 2013 ed il febbraio 2014 fu ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali all’epoca dell’amministrazione Letta). Ha svolto numerosi incarichi internazionali, come il ruolo di responsabile per le attività statistiche OCSE-Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Giovannini è cofondatore e portavoce dell’Asvis, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. Nata nel 2016, ha una rete di oltre 270 soggetti della società civile italiana. L’obiettivo è far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Tanti gli obiettivi di sviluppo sostenibile interessati dal nuovo dicastero: imprese, innovazione, infrastrutture, città e comunità sostenibili. E proprio nel report annuale Asvis è contenuta la road map di Giovannini, a partire da infrastrutture e trasporti stradali. Si parte dall’implementazione della digitalizzazione delle infrastrutture. Dall’unione sinergica tra i programmi per l’Impresa 4.0 e l’intelligenza artificiale nasce il concetto del digital twin. Si tratta di «un approccio innovativo di confronto tra dati reali rilevati e sistemi di analisi, simulazione e calcolo, capace di analizzare e stimare virtualmente prestazioni reali».

Sul fronte delle infrastrutture ferroviarie l’obiettivo è implementare il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario. Accelerare il processo di innovazione tecnologica dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, favorendo la trasformazione digitale del Paese, è fondamentale. In secondo luogo, “alta capacità”, per rendere più efficiente il trasporto ferroviario delle merci, settore «dove l’Italia è indietro rispetto alla media Ue». Attenzione al Sud. É urgente la creazione e l’ammodernamento delle infrastrutture meridionali, «dove ci sono collegamenti a linea unica tra città e infrastrutture talmente obsolete e degradate da impedire trasporti efficienti, il che determina una preferenza per quelli su gomma, con impatti ambientali negativi».

L’Asvis ha anche fatto un calcolo del fabbisogno finanziario per i trasporti: infrastrutture per il trasporto rapido di massa (33 miliardi di euro); rinnovo e miglioramento del parco veicolare dei trasporti pubblici (10,3 miliardi); mobilità elettrica (9,2 miliardi); ciclabilità, pedonalità, sicurezza ed intermodalità (7,6 miliardi); incentivi per l’acquisto di biciclette e mezzi di micromobilità (1,6 miliardi). In totale si tratta di 61,7 miliardi di euro in dieci anni finanziabili nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Giovannini avrà il compito di gestire i denari del Recovery Fund: uno stanziamento straordinario di 32 miliardi di euro alle infrastrutture e alla mobilità, di cui ben 18 miliardi alla mobilità green. Il nuovo Ministro sembra essere la persona giusta al posto giusto ma dovrà sciogliere alcuni nodi. Dovrà quindi finalmente occuparsi di mobilità attiva e sostenibile, ambito che fino ad oggi è stato esclusivo appannaggio dell’ormai superato Ministero dell’Ambiente.