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La nostra selezione di News riguardanti la sostenibilità ambientale, la mobilità urbana e le iniziative sulle tematiche green.

Ecco perché la mobilità è uno dei fattori più importanti per la ripresa

— Thursday, 02 July 2020

Nella situazione attuale, in una situazione di lenta ripresa dove la pandemia del covid-19 sembra stare indirizzandosi verso un suo contenimento, la mobilità sicura e flessibile sembra essere adesso una delle priorità degli italiani.

Questo dipende in larga parte dal fatto che il contesto sociale e lavorativo sta cambiando molto, ridisegnando non solo le modalità dei tragitti casa lavoro, ma anche le tempistiche degli stessi: oltretutto, l’attenzione su questo argomento è aumentata anche a causa dei moltissimi servizi e mezzi di locomozione alternativi che si pongono come alternative concrete alle auto, offrendo modalità di locomozione validi e ad impatto ambientale praticamente nullo.

Per avere una visione immediata delle conseguenze di questi servizi, basti notare come il settore automotive, ad esempio, preveda per il 2020 un calo delle immatricolazioni del 37% rispetto al 2019, come sottolinea lo studio di Deloitte intitolato “From Now On: Mobility Boost, si apre una nuova fase”. Altri dati poco incoraggianti, inoltre, mostrano come il 42% dei lavoratori italiani affermi di aver subìto perdite di reddito sostanziali, e come il trasporto pubblico prevede entro fine anno perdite per 1,5 miliardi di euro.

In questo contesto, quindi, la mobilità a piedi, i servizi di sharing, i monopattini e le biciclette sembrano essere centrali, i nuovi mezzi che monopolizzeranno le città italiane nei prossimi mesi: scelte consapevoli che si basano su più fattori, da quello economico a quello ambientale fino alla sicurezza sanitaria, delle quali però le aziende dovranno necessariamente tenere conto. È quindi una transazione abbastanza inaspettata, che punta a tutta velocità verso una trasformazione che ha come obiettivo finale quello di una mobilità “dolce”, che unisca l’intento positivo delle iniziative alla necessità di un piano concreto e di una progettualità ridisegnata per tutte le città. Un’attivazione e delle misure di coordinamento tra iniziativa del singolo e coordinamento delle aziende e delle istituzioni pubbliche sembra quindi essere ora più che mai una necessità piuttosto urgente, in modo da stilare piani che possano offrire soluzioni tangibili e in tempi anche piuttosto contenuti.

Bisogna però garantire prima di tutto ai cittadini una forma di tutela nei confronti di un timore ancora molto concreto, ovvero quello della mancanza di igiene. Secondo diverse indagini, non a caso, tra le priorità assolute dei pendolari e dei fruitori dei mezzi pubblici vi è proprio il bisogno di sicurezza: un bisogno ancora poco sentito, tanto che i trasporti pubblici vengono additati come i mezzi di locomozione meno sicuri in assoluto proprio dai cittadini. Da qui le perdite al trasporto pubblico prima menzionate, superati proprio dai servizi di bike sharing, monopattino e car sharing che hanno cominciato a sfrecciare per le strade delle città italiane.

Bisogna domandarsi quindi se questi cambiamenti saranno temporanei o irreversibili, ma attrezzarsi in modo da poter fronteggiare abilmente il secondo scenario. Proprio in questo, le aziende che forniscono servizi di mobilità e figure chiave come il mobility manager diventeranno sempre più importanti, e dovranno ristrutturare insieme nuovi piani che ripensino agli spostamenti ma che possano essere sensibili verso queste nuove esigenze degli spostamenti dei dipendenti. Quello che è indispensabile prima di tutto, però, dovrebbe essere un vero e proprio piano strategico della Mobilità che riguardi sia le aree metropolitane più grandi che le piccole realtà locali: un piano che riesca a dettare degli standard in fatto di sicurezza, di ecosostenibilità, di infrastrutture e di coordinamento aziende-privati, che possa attivare una collaborazione continuativa e intelligente che possa permettere di ridisegnare (forse per sempre) una realtà che da anni è rimasta immutata.