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Campagna “Clean cities” Legambiente, città italiane lontane da obiettivi su clima e mobilità 2030

— Tuesday, 13 April 2021

Le città italiane sono ancora molto lontane dagli obiettivi di mobilità e sicurezza fissati al 2030. Questo è ciò che è emerso da “Clean cities” , la campagna itinerante di Legambiente che ha acceso i riflettori sul ruolo che le città italiane possono giocare nella ripartenza verde e soprattutto quali avamposto nella lotta ai cambiamenti climatici.

La campagna, nel dettaglio, ha toccato 15 capoluoghi italiani ( Padova, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Ancona, Perugia, Roma, Cagliari, Pescara, Napoli, Bari, Palermo e Catania ) e ha acceso i riflettori sui principali indicatori urbani come per esempio ciclabilità , mobilità elettrica , sicurezza e inquinamento dell’aria. Le 15 città sono state sottoposte a uno stress test per misurare la capacità di risposta agli obiettivi al 2030 e all’esigenza di investire in una mobilità più sostenibile. In tal modo è stata analizzata la distanza tra le politiche che i 15 capoluoghi stanno attuando e quelle da mettere in atto con i fondi europei del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per raggiungere i target e soprattutto per mettere in pratica un sistema di mobilità e trasporti sostenibili più resiliente.

Estremamente gravi gli indici di traffico e sicurezza, sia relativi agli incidenti che all’inquinamento. In particolare, Roma, Ancona, Cagliari, Catania, Padova, Perugia e Pescara sono quelle più inquinate e meno sicure . Le uniche città appena sufficienti per l’adozione di politiche dedicate al potenziamento della ciclabilità, strade 30 e 20 all’ora, elettrificazione di mezzi pubblici e sharing mobility sono Bologna, Milano e Firenze .

Secondo Legambiente nell’anno della Covid l’Italia ha subito un record di morti e di perdita di natalità, ma ha aumentato di 300mila unità le auto di proprietà. Si è speso, difatti, un miliardo di euro in bonus auto nuove e si è chiuso l’anno con quasi 39 milioni di auto e 36 milioni di patenti.

Le città definite più ciclabili , in base ai risultati, sono Torino (79% dei chilometri realizzati), Milano (63%), Padova (58%) e Firenze (51%), seguite da Cagliari (44%) e Bologna (39 %). Restano indietro tutte le altre: Pescara (30% dei km realizzati), Roma (28%), Palermo (20%), Bari (20%), Perugia (18%), Genova (16%), Napoli (16%) , Ancona (7%), Catania (2%).

Su tutto però la fotografia di Legambiente ha registrato un Paese che deve necessariamente accelerare verso una mobilità a emissioni zero, anche per ridurre il livello di inquinamento che le affligge: in tutte le 15 città toccate dalla campagna la quantità di PM10 supera il valore soglia indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (pari a 20 microgrammi al metro cubo), con picchi di criticità rilevati nelle città di Torino (35 microgrammi al metro cubo), Milano (34 microgrammi) e Padova (35 microgrammi).

Critico anche l’andamento di tutte le altre città toccate dalla campagna: Bari, Ancona, Bologna, Cagliari, Genova, Napoli, Palermo, Pescara e Roma mostrano un livello di PM10 che oscilla tra i 23 ei 28 microgrammi.

Evidenti anche gli impatti sul Piano economico: i costi medi annuali per abitante relativi ai costi sociali e ambientali dell’inquinamento (perdita di anni di vita, ricoveri ospedalieri, giornate di lavoro), con dai mille a quasi 3mila euro l’anno, una somma che rappresenta nei media oltre il 5% del Pil pro-capite.

Anche per quel che riguarda l’ estensione della rete stradale a velocità ridotta tutte le città sono molto lontane dagli obiettivi cittadini al 2030. Inoltre, entro il 2030, in media l’80% delle strade urbane , può diventare un 30 km orari. In questo modo si potranno percorrere in sicurezza anche in bici, monopattino ei marciapiedi saranno finalmente dedicati ai pedoni.

Nei centri urbani densi (Milano, Torino, Bologna, Napoli, al centro di Roma) la mobilità elettrica, pubblica e condivisa (dal treno al monopattino) è già una realtà economicamente accessibile ai cittadini di tutte le fasce sociali, più economica e funzionale dell ‘auto privata.

L’offerta dei mezzi pubblici , tuttavia, è oggi insufficiente, al di sotto dell’offerta delle città europee e delle necessità di città metropolitane. Stessa cosa vale per l’offerta di servizi di sharing mobility, auto e bici.

Per concludere, ci sono ancora 12.500 bus diesel Euro 4 o più vecchi nelle città italiane, mezzi che dovrebbero essere sostituiti entro il 2026 con altri solo elettrici. Il Pnrr prevede di usare i fondi europei per acquistare solo 5.139 autobus per tutta Italia, ben 2.730 veicoli alimentati a gas (Gnc o Gnl, che inquinano ormai come i diesel), solo 2.051 a propulsione elettrica e 358 costosissimi bus alimentati a idrogeno.